Testo di Andate, o speranze
Andate, o speranze, o affetti terreni,
A render contento chi più vi desia:
Andate, e partite dall'anima mia,
Ch'io più non vi cerco, nè stimo voi più.
O Dio del mio core, distaccami tu.
Addio creature, contento vi lascio:
Più vostro non sono, nè sono più mio:
Da tutte già sciolto, io son del mio Dio.
Sì tutto son tuo, mio caro Gesù.
Amato mio bene, accettami tu.
Amabil Signore, deh prenda il possesso
Di tutto me stesso il santo tuo amore;
Ei regni, e governi in questo mio core,
Che un tempo infelice ribelle a te fu.
Amabil Signore, possedimi tu.
Rugiada celeste, che dolce stillando
Di fiamme non pure tu spegni gli ardori
Tu fa che io sempre di te m'innamori,
E viva cercando Dio solo quaggiù.
Rugiada celeste, aspergimi tu.
Il resto del canto (strofe: 2)
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